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TORNERANNO I PRATI - Cinema teatro Corso - Rivalta

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CINEFORUM

TORNERANNO I PRATI

In un avamposto d'alta quota, verso la fine della prima guerra mondiale,  un gruppo di militari combatte a pochi metri di distanza dalla trincea  austriaca, "così vicina che pare di udire il loro respiro". Intorno,  solo neve e silenzio. Dentro, il freddo, la paura, la stanchezza, la  rassegnazione. E gli ordini insensati che arrivano da qualche scrivania  lontana, al caldo. Ordini telefonati che mandano i soldati a farsi  impallinare come tordi.
torneranno i prati, scritto tutto minuscolo come si conviene ad  una storia minima e morale, non è un film d'azione e non ha nemmeno una  trama nel senso canonico del termine, perché i pochi avvenimenti si  consumano come la cera di una candela, dentro una quotidianità sporca e  scoraggiata. Il film di Olmi è una ballata malinconica come la melodia  alla fisarmonica che apre la narrazione, e triste come Il silenzio, le cui note sono incorporate nel tema finale composto e suonato alla tromba da Paolo Fresu. torneranno i prati è un film epidermico, che ci fa sentire il  ruggito dei mortai in lontananza, il rosicchiare del trapano che scava  una galleria nemica sotto la trincea, il gelo e la monotonia delle  giornate segnate dal rancio e dalla consegna della posta, unica  occasione in cui i nomi dei soldati vengono pronunciati, riconoscendoli  come esseri umani invece che come semplici numeri. I militari, dal capitano alla recluta, restano attoniti davanti  all'orrore dell'inganno in cui sono caduti per aver creduto nell'amor di  patria e nel dovere del cittadino italiano. Alcuni guardano verso di  noi e raccontano quell'orrore e quella solitudine, ricordandoci i  magistrali sguardi in camera de Il mestiere delle armi. Anche questi soldati semplici sono testimoni della storia, una storia che si è consumata sulla loro pelle, e a loro insaputa.
La fotografia profondamente evocativa di Fabio Olmi, a suo agio nel  gestire tanto le nebbie quanto il profilo nitido delle montagne, allinea  quadri grigi in successione atemporale, sottolinea i colori dell'oro e  del sangue; le scenografie di Giuseppe Pirrotta ricostruiscono con  esattezza storica ed emotiva la miseria della trincea, fatta di pochi  pezzi essenziali - la gavetta, la lampada ad olio - e i costumi di  Andrea Cavalletto (con l'amichevole supervisione di Maurizio Millenotti)  trasformano i soldati in fantasmi, ombre imbacuccate irriconoscibili a  se stesse sotto pile di coperte che non bastano a cacciare il freddo  dalle ossa. Ci vuole pudore per raccontare una guerra senza senso, come lo sono  tutte le guerre. Ci vogliono lunghi silenzi, profondità di sguardo e di  coscienza, per intonare un de profundis dedicato alla memoria dei tanti  giovani (e meno giovani) morti in luoghi dove poi sarebbero ricresciuti i  prati, cancellando la memoria del loro sacrificio. Un sacrificio di cui  il regista si fa cantore, ritraendo i suoi soldati nel momento  dell'estrema consapevolezza di essere andati a morire invano, in una  guerra di posizione che si è rivelata una mera attesa del proprio  destino finale.
In torneranno i prati c'è la lezione di Remarque e Rigoni Stern  e Buzzati, nessuno citato perché tutti assorbiti nel sapere di Olmi,  che crea un mondo da incubo i cui personaggi si rivolgono a noi dicendo:  questo ero io, e lo ricordo proprio a te, sperando che tu sia custode  della mia memoria, e che porti con te il mio messaggio. Perché "anche  quelli che sono tornati indietro hanno portato dentro la morte che hanno  conosciuto", e se il piccolo Ermanno ricorda i racconti del padre, cui  ha dedicato questo film, il regista più che ottantenne teme che, come  dice un soldato, "di quel che c'è stato qui non si vedrà più niente, e  quello che abbiamo patito non sembrerà più vero".
torneranno i prati è un film perfettamente centrato nel cuore di tenebra di una trincea, e di una guerra, buia e allucinata, il nostro Apocalypse Now, cronaca di un conflitto supremamente inutile, e che la Storia vorrebbe dimenticare.                 

TRATTO DA UNA STORIA VERA

Un film di Ermanno Olmi.
Genere Film: Drammatico.
Durata: 80 min
VENERDI' 16 FEBBRAIO
SPETT. ore 20:45
Biglietto unico €4.00
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